E’ sempre più difficile “nascondere” l’ evidenza negativa (ma fortunatamente non sempre) dell’ ambiente che la nostra società ogni giorno ci offre.
Anche volendolo, l’ inquinamento ambientali, i concimi chimici, gli stress psicologici di tutti i giorni, per non parlare di ciò che finisce nel nostro piatto o nel nostro corpo quando ci “curiamo”, sono assolutamente all’ opposto di quello che necessitiamo per vivere in un modo almeno “decente”.
Tutti questi fattori ai quali quotidianamente ci esponiamo, letteralmente deteriorano le cellule del nostro corpo fino ad ucciderle.
Il ritmo a cui consumiamo è molto maggiore di ciò che i nostri cibi anche genuini sono in grado di offrirci.
Ecco l’ esigenza imprescindibile di un alimentazione integrata.
A questo punto i concetti e le conoscenze della Nutrizione Ortomolecolare sono determinanti per contrapporre un azione efficace nei confronti di “esigenze” che molto hanno a che vedere con il mantenimento della salute.
Qualsiasi disagio fisico e mentale, secondo il doppio premio Nobel Linus Pauling, può essere messo in relazione con carenze nutrizionali che determinano una o più alterazioni, anche molto gravi, nel funzionamento di quella complicatissima e incredibile “macchina” che è il corpo umano. Basta anche un solo elemento mancante, delle decine necessarie per farla funzionare, che il “meccanismo” s’ inceppa, a volte senza possibilità di ripristino.
L’ alimentazione va perciò integrata, dopo attente valutazioni di tipo medico/biologico, con concentrati naturali di cibo ad alta “densità” vitaminica, proteica e minerale per andare a colmare i vuoti già esistenti, ma soprattutto per impedire che altri se ne formino.
Ancora una volta questa è: PREVENZIONE.
Dr. Silvio Colussi MD-TM
giovedì 21 gennaio 2016
Gli aromi
Si calcola che nel mondo gli additivi chimici usati dalle industrie alimentari siano 71.000. Solo 3.000 di questi sono stati testati dall’ Agenzia per la Protezione dell’ Ambiente americana (E.P.A.).
Il gruppo aromi e fragranze è uno dei 7 settori merceologici dell’ Assochimica, e rappresenta 45 aziende operanti in Italia, 1/3 delle quali sono Multinazionali.
Tra gli aromi c’è anche l’ Aroma Panettone, Panettone Milano, Pizza, l’ aroma Burro, Fragola (fatto con il truciolato di una pianta australiana), Tartufo, Prosciutto cotto, Pollo, Fumo. L’ aroma di Menta è estratto da un batterio, aroma di Mandorle (benzaldeide), aroma di Mela (methyl-butanoato).
Il processo base per la produzione è identico sia per gli aromi aggiunti ai cibi che per quelli usati nei cosmetici o detersivi.
Gli aromi usati nell’ alimentazione spesso vengono aggiunti per recuperare o semplicemente per “perfezionare” la natura. Tutti gli aromi nascono con gli alimenti. Se prendiamo ad esempio una banana, siamo in grado di estrarne quel particolare aroma, utilizzando una serie di strumenti tecnologici, e realizzarne un concentrato.
Il produttore di una torta alla banana, potrebbe trovare che aggiungere una aroma di banana rende più appetitoso il prodotto, dovrà decidere quale tipo di aroma usare:
- naturale
- “naturale identico”
- artificiale
Un buon esempio per descrivere queste differenze è la vaniglia.
Aroma naturale:
Il suo caratteristico aroma è dovuto ad una speciale sostanza chimica, la vanillina, che fù scoperta per la prima volta nel 1874. Quando questa viene estratta dal chicco di vaniglia viene classificata come “aroma naturale”. Gli aromi naturali devono necessariamente essere ottenuti da vegetali o animali.
Aroma “naturale identico”:
L’ industria degli aromi è in grado di analizzare le molecole che compongono un aroma. Se la struttura chimica di un determinato aroma è nota, è possibile, riprodurre la molecola e realizzarla industrialmente in laboratorio. Quando la struttura chimica di un aroma presnte in natura viene copiata esattamente, si ottiene un aroma “naturale identico!. Gli aromi “naturali” e quelli “naturali identici” sono indistinguibili in termini di gusto e struttura chimica. La vanillina è un importante esempio di aroma “naturale identico”. Non è “artificiale” perchè è presente in natura e l’ uomo ha scoperto il modo per riprodurla.
Aroma artificiale:
Durante l’ analisi delle molecole che compongono un determinato aroma, i tecnici sono in grado di modificare tali molecole, rafforzandole e migliorando il gusto.
Per esempio, l’ Etilvanillina è una versione più forte della vanillina naturale o naturale identica e presenta caratterisctiche aromatiche tre o quattro volte più intense rispetto alla semplice vanillina. Malgrado molti ritengano che tali aromi abbiano un gusto “artificiale”, si rende talvolta necessario il suo utilizzo a causa dei costi di estrazione degli aromi naturali o di produzione di quelli naturali identici.
Molto spesso è il palato del consumatore ad esigere aromi più intensi.
Di seguito la formula per ottenere l’ aroma artificiale di ananas:
Dr. Silvio Colussi MD-TM
Il gruppo aromi e fragranze è uno dei 7 settori merceologici dell’ Assochimica, e rappresenta 45 aziende operanti in Italia, 1/3 delle quali sono Multinazionali.
Tra gli aromi c’è anche l’ Aroma Panettone, Panettone Milano, Pizza, l’ aroma Burro, Fragola (fatto con il truciolato di una pianta australiana), Tartufo, Prosciutto cotto, Pollo, Fumo. L’ aroma di Menta è estratto da un batterio, aroma di Mandorle (benzaldeide), aroma di Mela (methyl-butanoato).
Il processo base per la produzione è identico sia per gli aromi aggiunti ai cibi che per quelli usati nei cosmetici o detersivi.
Gli aromi usati nell’ alimentazione spesso vengono aggiunti per recuperare o semplicemente per “perfezionare” la natura. Tutti gli aromi nascono con gli alimenti. Se prendiamo ad esempio una banana, siamo in grado di estrarne quel particolare aroma, utilizzando una serie di strumenti tecnologici, e realizzarne un concentrato.
Il produttore di una torta alla banana, potrebbe trovare che aggiungere una aroma di banana rende più appetitoso il prodotto, dovrà decidere quale tipo di aroma usare:
- naturale
- “naturale identico”
- artificiale
Un buon esempio per descrivere queste differenze è la vaniglia.
Aroma naturale:
Il suo caratteristico aroma è dovuto ad una speciale sostanza chimica, la vanillina, che fù scoperta per la prima volta nel 1874. Quando questa viene estratta dal chicco di vaniglia viene classificata come “aroma naturale”. Gli aromi naturali devono necessariamente essere ottenuti da vegetali o animali.
Aroma “naturale identico”:
L’ industria degli aromi è in grado di analizzare le molecole che compongono un aroma. Se la struttura chimica di un determinato aroma è nota, è possibile, riprodurre la molecola e realizzarla industrialmente in laboratorio. Quando la struttura chimica di un aroma presnte in natura viene copiata esattamente, si ottiene un aroma “naturale identico!. Gli aromi “naturali” e quelli “naturali identici” sono indistinguibili in termini di gusto e struttura chimica. La vanillina è un importante esempio di aroma “naturale identico”. Non è “artificiale” perchè è presente in natura e l’ uomo ha scoperto il modo per riprodurla.
Aroma artificiale:
Durante l’ analisi delle molecole che compongono un determinato aroma, i tecnici sono in grado di modificare tali molecole, rafforzandole e migliorando il gusto.
Per esempio, l’ Etilvanillina è una versione più forte della vanillina naturale o naturale identica e presenta caratterisctiche aromatiche tre o quattro volte più intense rispetto alla semplice vanillina. Malgrado molti ritengano che tali aromi abbiano un gusto “artificiale”, si rende talvolta necessario il suo utilizzo a causa dei costi di estrazione degli aromi naturali o di produzione di quelli naturali identici.
Molto spesso è il palato del consumatore ad esigere aromi più intensi.
Di seguito la formula per ottenere l’ aroma artificiale di ananas:
| Aroma | Proporzione |
| essenza artificiale di fragola (32 ingredienti) | 200 parti |
| acetato d’ etile | 100 |
| acetaldeide | 10 |
| caproato di metile | 50 |
| valerianato di etile | 20 |
| caprilato di metile | 50 |
| beta-metiltiopropionato | 4 |
| caproato d’ allile | 100 |
| eptanoato d’ allile | 100 |
| pelargonato d’ allile | 100 |
| cicloessilpropionato d’ allile | 100 |
| metilamilchetone | 10 |
| acetato di geranile | 20 |
| butirrato di geranile | 10 |
| vaniglina | 10 |
| essenza d’ arancio della Guinea | 116 |
Dr. Silvio Colussi MD-TM
Caffè si, caffè no
Non passa giorno che non mi venga chiesto di esprimermi sull’ opportunità di bere o meno il caffè. Fermo restando la tolleranza individuale ed il piacere del bere la tazzina di caffè, non possiamo sicuramente definire tale “liquido” indispensabile per la vita. Bere caffè significa introdurre caffeina (ma non solo) che eccita il sistema nervoso centrale e quello ghiandolare. Non possiamo berlo quotidianamente. Tutti gli stimolanti, inclusa la caffeina, possiedono effetti collaterali. Lo stimolo al sistema nervoso centrale attiverà successivamente le ghiandole surrenali e la tiroide, e può indurre, ma non sempre, un momentaneo piacevole aumento di energia. Quante sono le persone che sono “costrette” a bere il caffè al risveglio, perchè tale non è, per poter affrontare la giornata?
Ma allora, mi chiedo, a che serve a costoro il riposo notturno se si alzano più stanchi di quando si sono coricati? Potrebbe essere loro utile indagare sui perchè. Il troppo stimolo può condurre a tremori, irritabilità, insonnia o “qualità scadente” del sonno stesso, battito irregolare del cuore, riduzione dello zucchero nel sangue e nervosismo.
Ma se questi “segnali” sono abbastanza facili da percepire e possono far capire al bevitore di caffè di aver esagerato, ben più difficile è comprendere che, nel medio-lungo periodo, anche in assenza dei sintomi elencati, possa avvenire l’ indurimento delle arterie (arteriosclerosi), un aumentato rischio di diabete e di osteoporosi, d’ innalzamento del colesterolo nocivo (quello ossidato), di calcoli ai reni, di aborti, di disidratazione dei tessuti (pelle) e di perdita della memoria a breve termine.
Inoltre, la caffeina è un potente induttore dell’ enzima “aromatasi” che promuove la produzione degli estrogeni (ormoni femminili) partendo dagli ormoni maschili. Un eccesso di estrogeni può rivelarsi pericoloso, favorendo la formazione del cancro della mammella nella donna e di quello della prostata nell’ uomo. In quest’ ultimo può comparire deficit nella potenza erettile, aumento del grasso addominale e di quello delle mammelle,
La stimolazione continua della tiroide e delle ghiandole surrenali, provocherà, prima o poi, un loro “esaurimento”, con gravi conseguenze per l’ intero organismo. Non è poi difficile trovare casi in cui si è instaurato l’ effetto assuefazione.
In altre parole, per avere questi effimeri momenti di maggior energia, si deve assumere sempre più caffè, fino a quattro-cinque tazzine al giorno, ma anche di più, e con tale quantità raddoppia il rischio di ammalarsi di artrite. A tale proposito sono significativi i dati conclusivi di una ricerca, pubblicati da ricercatori finlandesi nella rivista scientifica "Annals of the rheumatic diseases" già nell’ anno 2000, che ha coinvolto 26 mila persone monitorate per circa 15 anni. La comparsa del Fattore Reumatoide è strettamente associata al numero di tazzine che vengono consumate giornalmente. Senza dubbio il caffè è una delle migliaia delle sostanze inquinanti, che purtroppo, spesso a nostra insaputa, entrano nel corpo.......ma in questo caso siamo noi a deciderlo.
Nota tecnica: il consumo del caffè è anche in relazione all' aumento della Omocisteina nel sangue (acido alfa-aminogamma-tiobutirrico prodotto intermedio del metabolismo transmetilizzante).
Normalmente l’ Omocisteina è in equilibrio fisiologico con l' Omocistina. Il suo aumento è ritenuto fattore di rischio aterogeno, indipendente dagli altri fattori di rischio, nel 30% dei cardiovasculopatici.
Dr. Silvio Colussi MD-TM
Ma allora, mi chiedo, a che serve a costoro il riposo notturno se si alzano più stanchi di quando si sono coricati? Potrebbe essere loro utile indagare sui perchè. Il troppo stimolo può condurre a tremori, irritabilità, insonnia o “qualità scadente” del sonno stesso, battito irregolare del cuore, riduzione dello zucchero nel sangue e nervosismo.
Ma se questi “segnali” sono abbastanza facili da percepire e possono far capire al bevitore di caffè di aver esagerato, ben più difficile è comprendere che, nel medio-lungo periodo, anche in assenza dei sintomi elencati, possa avvenire l’ indurimento delle arterie (arteriosclerosi), un aumentato rischio di diabete e di osteoporosi, d’ innalzamento del colesterolo nocivo (quello ossidato), di calcoli ai reni, di aborti, di disidratazione dei tessuti (pelle) e di perdita della memoria a breve termine.
Inoltre, la caffeina è un potente induttore dell’ enzima “aromatasi” che promuove la produzione degli estrogeni (ormoni femminili) partendo dagli ormoni maschili. Un eccesso di estrogeni può rivelarsi pericoloso, favorendo la formazione del cancro della mammella nella donna e di quello della prostata nell’ uomo. In quest’ ultimo può comparire deficit nella potenza erettile, aumento del grasso addominale e di quello delle mammelle,
La stimolazione continua della tiroide e delle ghiandole surrenali, provocherà, prima o poi, un loro “esaurimento”, con gravi conseguenze per l’ intero organismo. Non è poi difficile trovare casi in cui si è instaurato l’ effetto assuefazione.
In altre parole, per avere questi effimeri momenti di maggior energia, si deve assumere sempre più caffè, fino a quattro-cinque tazzine al giorno, ma anche di più, e con tale quantità raddoppia il rischio di ammalarsi di artrite. A tale proposito sono significativi i dati conclusivi di una ricerca, pubblicati da ricercatori finlandesi nella rivista scientifica "Annals of the rheumatic diseases" già nell’ anno 2000, che ha coinvolto 26 mila persone monitorate per circa 15 anni. La comparsa del Fattore Reumatoide è strettamente associata al numero di tazzine che vengono consumate giornalmente. Senza dubbio il caffè è una delle migliaia delle sostanze inquinanti, che purtroppo, spesso a nostra insaputa, entrano nel corpo.......ma in questo caso siamo noi a deciderlo.
Nota tecnica: il consumo del caffè è anche in relazione all' aumento della Omocisteina nel sangue (acido alfa-aminogamma-tiobutirrico prodotto intermedio del metabolismo transmetilizzante).
Normalmente l’ Omocisteina è in equilibrio fisiologico con l' Omocistina. Il suo aumento è ritenuto fattore di rischio aterogeno, indipendente dagli altri fattori di rischio, nel 30% dei cardiovasculopatici.
Dr. Silvio Colussi MD-TM
mercoledì 20 gennaio 2016
Biocibernetica dello stress
L' antefatto è che l' Uomo è una Unità psicofisica composta dalla mente, dal corpo e dallo spirito interagenti tra loro. La Medicina allopatica, quella "ufficiale corrente", ha trascurato la possibilità di AUTOGUARIGIONE, pur avendo ridotto, in apparenza, alcune malattie infettivo-infiammatorie, non è riuscita a dare soluzione alle forme degenerative e autoimmuni.
La Biocibernetica fondata negli anni sessanta è una terapia che integra le tecniche psicologiche e le tecniche corporee. In tempi precedenti, l' intera gamma della materia vivente, dalle balene ai microbi, dalle sequoie alle alghe era considerata come un unico essere vivente in grado di manipolare l' atmosfera secondo le proprie necessità. In altre parole, la vita sarebbe un sistema complesso che si autoregola. Se, come scritto, l' essere umano non è un insieme di organi isolati, l' ARMONIA delle parti è la condizione essenziale per stare in salute. Una parte del cervello, chiamata mesencefalo, è stata molto trascurata e non si è considerato il fatto che MOLTE malattie insorgono dall' alterato rapporto con il sistema neurovegetativo, che a sua volta, ha strettissimi rapporti con il sistema limbico (le EMOZIONI).
Il Dr. Selye, autorevolissimo scienziato esperto dello stress e delle sue conseguenze, afferma che tale sistema attiva la risposta ad un "aggressione" indipendentemente dall' origine della stimolo, sia che provenga dall' esterno oppure dall' interno dell' organismo. In altri termini lo "stress" può essere originato da eventi psichici (lutti, abbandoni, incompatibilità relazionali, ecc.), chimici (farmaci, alcool, droghe, fumo di sigarette, inquinanti, ecc.), sonori, elettromagnetici (telefonini, antenne, ecc.) oppure da radiazioni ionizzanti (raggi X, raggi gamma). La conseguente reazione di risposta coinvolgerà, ogni volta, l' ipotalamo e l' ipofisi nel cervello, la tiroide, le ghiandole surrenali, il pancreas, le gonadi, (ovaie e testicoli). L' intero organismo dovrà, se in grado, aumentare le "spese" per affrontare e, quando possibile, neutralizzare l' evento.
La prima fase viene definita di "Allarme", che cessa una volta eliminata la causa del "disagio". Nei casi in cui il "disagio" perdura, l' organismo organizza una "Resistenza" che può durare anche anni. Successivamente alla fase di "Resistenza" comparirà quella di "Esaurimento" che conclude il "ciclo". Tale condizione biologica, molto comune ai giorni nostri anche tra i giovani, è rappresentata da una RIDOTTA ATTIVITÀ CELLULARE sia delle ghiandole surrenali che della tiroide.
In altri termini, compare la STANCHEZZA fisica e psichica con la malinconia e l' apatia, gli stati d' ansia e l' irrequietezza, il nervosismo, le crisi depressive e di panico, l' insonnia. Tutti sintomi (segnali) che non sono limitati a pochi giorni, ma che durano nel tempo, logorando l' intero organismo e permettendo così alle malattie infettive e degenerative (cancro, ictus, infarto, diabete di tipo II, obesità, Parkinson, Altzehimer, e alle malattie autoimmuni della tiroide, del sistema nervoso, articolare, ecc.). di distruggere l' intero organismo. In questa situazione, definita di "ESAURIMENTO", la qualità della vita è compromessa. Arrivare a fine giornata è difficile, e lo è altrettanto ricominciare il giorno dopo.
Considerare l' uomo integrato, inteso come una globalità unitaria di funzioni vitali ossia un insieme di psiche, soma e spirito interagenti tra loro, è stata una RISCOPERTA di questi tempi e dovrà far rivedere l' intero approccio medico alla malattie.
Dr. Silvio Colussi MD-TM
La Biocibernetica fondata negli anni sessanta è una terapia che integra le tecniche psicologiche e le tecniche corporee. In tempi precedenti, l' intera gamma della materia vivente, dalle balene ai microbi, dalle sequoie alle alghe era considerata come un unico essere vivente in grado di manipolare l' atmosfera secondo le proprie necessità. In altre parole, la vita sarebbe un sistema complesso che si autoregola. Se, come scritto, l' essere umano non è un insieme di organi isolati, l' ARMONIA delle parti è la condizione essenziale per stare in salute. Una parte del cervello, chiamata mesencefalo, è stata molto trascurata e non si è considerato il fatto che MOLTE malattie insorgono dall' alterato rapporto con il sistema neurovegetativo, che a sua volta, ha strettissimi rapporti con il sistema limbico (le EMOZIONI).
Il Dr. Selye, autorevolissimo scienziato esperto dello stress e delle sue conseguenze, afferma che tale sistema attiva la risposta ad un "aggressione" indipendentemente dall' origine della stimolo, sia che provenga dall' esterno oppure dall' interno dell' organismo. In altri termini lo "stress" può essere originato da eventi psichici (lutti, abbandoni, incompatibilità relazionali, ecc.), chimici (farmaci, alcool, droghe, fumo di sigarette, inquinanti, ecc.), sonori, elettromagnetici (telefonini, antenne, ecc.) oppure da radiazioni ionizzanti (raggi X, raggi gamma). La conseguente reazione di risposta coinvolgerà, ogni volta, l' ipotalamo e l' ipofisi nel cervello, la tiroide, le ghiandole surrenali, il pancreas, le gonadi, (ovaie e testicoli). L' intero organismo dovrà, se in grado, aumentare le "spese" per affrontare e, quando possibile, neutralizzare l' evento.
La prima fase viene definita di "Allarme", che cessa una volta eliminata la causa del "disagio". Nei casi in cui il "disagio" perdura, l' organismo organizza una "Resistenza" che può durare anche anni. Successivamente alla fase di "Resistenza" comparirà quella di "Esaurimento" che conclude il "ciclo". Tale condizione biologica, molto comune ai giorni nostri anche tra i giovani, è rappresentata da una RIDOTTA ATTIVITÀ CELLULARE sia delle ghiandole surrenali che della tiroide.
In altri termini, compare la STANCHEZZA fisica e psichica con la malinconia e l' apatia, gli stati d' ansia e l' irrequietezza, il nervosismo, le crisi depressive e di panico, l' insonnia. Tutti sintomi (segnali) che non sono limitati a pochi giorni, ma che durano nel tempo, logorando l' intero organismo e permettendo così alle malattie infettive e degenerative (cancro, ictus, infarto, diabete di tipo II, obesità, Parkinson, Altzehimer, e alle malattie autoimmuni della tiroide, del sistema nervoso, articolare, ecc.). di distruggere l' intero organismo. In questa situazione, definita di "ESAURIMENTO", la qualità della vita è compromessa. Arrivare a fine giornata è difficile, e lo è altrettanto ricominciare il giorno dopo.
Considerare l' uomo integrato, inteso come una globalità unitaria di funzioni vitali ossia un insieme di psiche, soma e spirito interagenti tra loro, è stata una RISCOPERTA di questi tempi e dovrà far rivedere l' intero approccio medico alla malattie.
Dr. Silvio Colussi MD-TM
Artrite e mineralogramma
Il nome artrite significa “ articolazioni infiammate” e infatti queste possono essere coinvolte in un processo infiammatorio di tipo acuto, come quello che compare nell’ artrite reumatoide, o cronico tipico dell’ osteoartrite. Sicuramente la degenerazione delle componenti (osso e cartilagine) di un’ articolazione è conseguenza di molteplici squilibri che sono in parte identificabili attraverso un Mineralogramma.
L’ esposizione continua al Piombo, che è presente nell’ ambiente e può provocare intossicazione, condizione purtroppo molto diffusa tra la popolazione, è sicuramente una delle cause. Questo metallo tossico è in grado di provocare gravi reazioni infiammatorie nei tessuti in cui si accumula.
Il tessuto osseo e le articolazioni sono i posti elettivi di questo deposito, perché il Piombo è in grado di sostituirsi al Calcio nella matrice delle ossa, ma è anche in grado di attivare l’ enzima jaluronidasi che, a sua volta, altera la struttura del collagene che forma la capsula articolare. Certamente questo metallo tossico può essere la causa scatenante di qualsiasi collagenopatia.
Anche l’ eccesso di Rame e di Ferro è stato messo in relazione con l’ artrite. Nel primo caso, avviene una dissoluzione delle proteine che formano la cartilagine; nel secondo caso, il Ferro in eccedenza tende a depositarsi nelle articolazioni provocando dolore e rigidità.
Ritrovarsi in carenza di vitamina C è un evento assai comune. Questa fondamentale vitamina è massicciamente distrutta in condizioni di stress (chimico, fisico, psichico, ecc.) venendo così a mancare uno dei più efficaci mezzi per impedire l’ accumulo (azione chelante) nell’ organismo del Piombo, ma anche del Rame e del Ferro. Un’ altra fondamentale azione biologica della vitamina C è la sua capacità di mantenere integro il collagene delle cartilagini, ma anche quello della pelle e dei vasi sanguigni.
Con il Mineralogramma, inoltre, è possibile stabilire se nell’ individuo prevale l’ azione del Sistema Nervoso Simpatico (eccitante) oppure del Parasimpatico (calmante).
Nel primo caso è presente un iperattività cellulare degli ormoni della tiroide e delle surrenali che comporta una eccessiva presenza di Sodio e di Potassio nei tessuti. Questa condizione provoca:
Nel caso sia il Sistema Nervoso Parasimpatico a prevalere, la situazione è opposta alla precedente:
Infine ricordiamo che le corrette abitudini alimentari sono sempre di fondamentale importanza per prevenire un numero sempre maggiore di patologie, perché il nesso tra malattia e cibo è, e sarà, sempre più stretto.
Dr. Silvio Colussi MD-TM
L’ esposizione continua al Piombo, che è presente nell’ ambiente e può provocare intossicazione, condizione purtroppo molto diffusa tra la popolazione, è sicuramente una delle cause. Questo metallo tossico è in grado di provocare gravi reazioni infiammatorie nei tessuti in cui si accumula.
Il tessuto osseo e le articolazioni sono i posti elettivi di questo deposito, perché il Piombo è in grado di sostituirsi al Calcio nella matrice delle ossa, ma è anche in grado di attivare l’ enzima jaluronidasi che, a sua volta, altera la struttura del collagene che forma la capsula articolare. Certamente questo metallo tossico può essere la causa scatenante di qualsiasi collagenopatia.
Anche l’ eccesso di Rame e di Ferro è stato messo in relazione con l’ artrite. Nel primo caso, avviene una dissoluzione delle proteine che formano la cartilagine; nel secondo caso, il Ferro in eccedenza tende a depositarsi nelle articolazioni provocando dolore e rigidità.
Ritrovarsi in carenza di vitamina C è un evento assai comune. Questa fondamentale vitamina è massicciamente distrutta in condizioni di stress (chimico, fisico, psichico, ecc.) venendo così a mancare uno dei più efficaci mezzi per impedire l’ accumulo (azione chelante) nell’ organismo del Piombo, ma anche del Rame e del Ferro. Un’ altra fondamentale azione biologica della vitamina C è la sua capacità di mantenere integro il collagene delle cartilagini, ma anche quello della pelle e dei vasi sanguigni.
Con il Mineralogramma, inoltre, è possibile stabilire se nell’ individuo prevale l’ azione del Sistema Nervoso Simpatico (eccitante) oppure del Parasimpatico (calmante).
Nel primo caso è presente un iperattività cellulare degli ormoni della tiroide e delle surrenali che comporta una eccessiva presenza di Sodio e di Potassio nei tessuti. Questa condizione provoca:
- Perdita di Calcio, Zinco e Rame (con ritenzione eccessiva di Sodio e Potassio).
- Iperacidità dei tessuti che favorisce ulteriormente la perdita di Calcio.
- Condizione infiammatoria di fondo che favorisce la malattia articolare acuta.
Nel caso sia il Sistema Nervoso Parasimpatico a prevalere, la situazione è opposta alla precedente:
- Perdita di Sodio e Potassio.
- Tendenza a trattenere il Calcio nei tessuti.
- La condizione di alcalosi tissutale favorisce il deposito di Calcio nelle articolazioni provocando la loro degenerazione cronica.
Infine ricordiamo che le corrette abitudini alimentari sono sempre di fondamentale importanza per prevenire un numero sempre maggiore di patologie, perché il nesso tra malattia e cibo è, e sarà, sempre più stretto.
Dr. Silvio Colussi MD-TM
Ambiente, "nanoparticelle" e "nanopatologie"
Di recente, è stato eseguito, da parte di ricercatori dell’ Università di Modena, uno studio sulle cosiddette “nanoparticelle” emesse nell’ ambiente.
Le particelle che sono liberate naturalmente in atmosfera dai vulcani attivi, dagl’ incendi, dall’erosione delle rocce, dalla sabbia sollevata dal vento, ecc. sono piuttosto grossolane. Spesso più sottili e normalmente assai più numerose, sono le particelle originate dalle attività umane, soprattutto quelle che prevedono l’impiego di processi ad alta temperatura.
Tra questi processi, il funzionamento dei motori a scoppio, dei cementifici, delle fonderie e degl’inceneritori.o ”termovalorizzatori, ma anche come conseguenza di esplosioni.
Al proposito è stato creato il termine "nanopatologie" che non significa “piccole malattie”, bensì le malattie provocate da micro- e nanoparticelle inorganiche che sono riuscite, per inalazione od ingestione, ad insinuarsi nell’organismo e si sono stabilite in un organo o in un tessuto Le conseguenze che queste vere e proprie intossicazioni comportano, possono essere devastanti, non ultimie vari tipi di cancroTra queste emissioni nocive, una parte considerevole è composta da metalli pesanti (cadmio, mercurio, arsenico, piombo, alluminio, nichel) che raggiungono con etrema facilità i loro bersagli che possono essere il cuore e i vasi sanguigni, il sistema immunitario, le ossa, le ghiandole, il sistema nervoso ed entrare in competizione con l’ assorbimento di minerali indispensabili alla vita come il magnesio, lo zinco, il ferro, lo zolfo, il selenio, il rame, ecc.
Chiunque viva in un centro industrializzato sa bene che quando l’inquinamento atmosferico supera una determinata soglia non è più permesso usare le automobili.
Ciò che le autorità locali generalmente controllano è la quantità di PM-10 (vale a dire materiale particolato da 10 micron di diametro) sospeso nell’aria, ma, purtroppo, esiste una polvere quattro volte più fine, chiamata PM-2,5, che è molto più pericolosa, e, di regola, più una polvere è sottile, più alta è l’insidia che reca
I concetti fondamentali da ricordare sono:
Dr. Silvio Colussi MD-TM
Le particelle che sono liberate naturalmente in atmosfera dai vulcani attivi, dagl’ incendi, dall’erosione delle rocce, dalla sabbia sollevata dal vento, ecc. sono piuttosto grossolane. Spesso più sottili e normalmente assai più numerose, sono le particelle originate dalle attività umane, soprattutto quelle che prevedono l’impiego di processi ad alta temperatura.
Tra questi processi, il funzionamento dei motori a scoppio, dei cementifici, delle fonderie e degl’inceneritori.o ”termovalorizzatori, ma anche come conseguenza di esplosioni.
Al proposito è stato creato il termine "nanopatologie" che non significa “piccole malattie”, bensì le malattie provocate da micro- e nanoparticelle inorganiche che sono riuscite, per inalazione od ingestione, ad insinuarsi nell’organismo e si sono stabilite in un organo o in un tessuto Le conseguenze che queste vere e proprie intossicazioni comportano, possono essere devastanti, non ultimie vari tipi di cancroTra queste emissioni nocive, una parte considerevole è composta da metalli pesanti (cadmio, mercurio, arsenico, piombo, alluminio, nichel) che raggiungono con etrema facilità i loro bersagli che possono essere il cuore e i vasi sanguigni, il sistema immunitario, le ossa, le ghiandole, il sistema nervoso ed entrare in competizione con l’ assorbimento di minerali indispensabili alla vita come il magnesio, lo zinco, il ferro, lo zolfo, il selenio, il rame, ecc.
Chiunque viva in un centro industrializzato sa bene che quando l’inquinamento atmosferico supera una determinata soglia non è più permesso usare le automobili.
Ciò che le autorità locali generalmente controllano è la quantità di PM-10 (vale a dire materiale particolato da 10 micron di diametro) sospeso nell’aria, ma, purtroppo, esiste una polvere quattro volte più fine, chiamata PM-2,5, che è molto più pericolosa, e, di regola, più una polvere è sottile, più alta è l’insidia che reca
I concetti fondamentali da ricordare sono:
- Qualsiasi combustione provoca la formazione di particolato.
- Più elevata è la temperatura, minore è la dimensione delle particelle prodotte.
- Più la particella è piccola, più questa è capace di penetrare nelle cellule di cui sono composti gli organi.
Dr. Silvio Colussi MD-TM
Ambiente, cibo e salute
I minerali, dal calcio e magnesio (quelli più numerosi all’ interno delle cellule dopo il potassio) agli elementi presenti in traccia come lo zinco, sono forse il singolo gruppo di nutrienti più importante per la nostra vita. Molti di coloro che vivono in questo tempo, sono nati con carenze di minerali vitali e con un’ elevata presenza di metalli tossici. Questo è potuto succedere perchè erano carenti ed intossicate le loro madri.
In pratica, oggi, ogni alimento è meno ricco di minerali traccia rispetto a 100 anni fa. Tutto ciò è stato documentato in libri come Empty Harvest (Raccolti Vuoti). Ricerche effettuate dal Dr. Weston Price, riguardanti tribù primitive in stato di salute, hanno evidenziato che essi introducevano da 5 a 10 volte più minerali che le popolazioni moderne. Quando l’ alimentazione è carente di minerali vitali, il corpo trattiene quelli tossici che provengono dall’ ambiente esterno. In questi anni siamo esposti a livelli di metalli tossici ed inquinanti come mai prima è avvenuto su questo pianeta. Lo stress provoca nel nostro corpo, un maggior consumo di minerali. Lo zinco (effetto calmante) è eliminato in pochi minuti in una situazione stressante. Il calcio ed il magnesio (effetto sedativo) vengono eliminati con le urine in coloro che si trovano in una situazione psicologica che viene definita reazione di “fuga-attacco”.
Recenti ricerche dell’ OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) hanno dimostrato che un bambino su tre è malato d’ inquinamento che può iniziare già nel grembo materno (via placenta). L’ embrione infatti, è particolarmente suscettibile a danni da inquinanti ambientali a causa della rapida moltiplicazione e crescita delle sue cellule.
Gli eccessi, le carenze e la presenza di metalli tossici portano sicuramente ad uno stato di salute cagionevole inducendo uno scadimento nella qualità della vita in tutti i suoi aspetti, sia fisici che psichici. La “strategia” che può dimostrarsi vincente, è quella di avere un’ alimentazione meno “industriale” possibile, non usare utensili inquinanti (teflon, alluminio) per la cottura, integrare, quando necessario, la propria dieta con minerali e vitamine naturali, per poter compensare “le spese” che ogni giorno il nostro organismo deve sostenere. Semplificare la vita,rallentare i ritmi e ridurre gli stress è più facile a dirsi che a farsi, ma per molti è una via obbligata per poter continuare a vivere in uno stato di salute ed efficienza.
Dr. Silvio Colussi MD-TM
In pratica, oggi, ogni alimento è meno ricco di minerali traccia rispetto a 100 anni fa. Tutto ciò è stato documentato in libri come Empty Harvest (Raccolti Vuoti). Ricerche effettuate dal Dr. Weston Price, riguardanti tribù primitive in stato di salute, hanno evidenziato che essi introducevano da 5 a 10 volte più minerali che le popolazioni moderne. Quando l’ alimentazione è carente di minerali vitali, il corpo trattiene quelli tossici che provengono dall’ ambiente esterno. In questi anni siamo esposti a livelli di metalli tossici ed inquinanti come mai prima è avvenuto su questo pianeta. Lo stress provoca nel nostro corpo, un maggior consumo di minerali. Lo zinco (effetto calmante) è eliminato in pochi minuti in una situazione stressante. Il calcio ed il magnesio (effetto sedativo) vengono eliminati con le urine in coloro che si trovano in una situazione psicologica che viene definita reazione di “fuga-attacco”.
Recenti ricerche dell’ OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) hanno dimostrato che un bambino su tre è malato d’ inquinamento che può iniziare già nel grembo materno (via placenta). L’ embrione infatti, è particolarmente suscettibile a danni da inquinanti ambientali a causa della rapida moltiplicazione e crescita delle sue cellule.
Gli eccessi, le carenze e la presenza di metalli tossici portano sicuramente ad uno stato di salute cagionevole inducendo uno scadimento nella qualità della vita in tutti i suoi aspetti, sia fisici che psichici. La “strategia” che può dimostrarsi vincente, è quella di avere un’ alimentazione meno “industriale” possibile, non usare utensili inquinanti (teflon, alluminio) per la cottura, integrare, quando necessario, la propria dieta con minerali e vitamine naturali, per poter compensare “le spese” che ogni giorno il nostro organismo deve sostenere. Semplificare la vita,rallentare i ritmi e ridurre gli stress è più facile a dirsi che a farsi, ma per molti è una via obbligata per poter continuare a vivere in uno stato di salute ed efficienza.
Dr. Silvio Colussi MD-TM